
L'unità è ospitata nelle ex scuderie, recentemente ristrutturate, e accoglie venti persone con disturbi di personalità, che a volte presentano problemi incrociati di ordine psichiatrico e di abuso di sostanze psicotrope.
L'equipe terapeutica, coordinata da uno psichiatra – direttore clinico - e da uno psicologo coordinatore e responsabile dell' Unità, è composta da un medico e dodici operatori tra psicologi, psicoterapeuti, educatori, e infermieri. Il periodo di permanenza medio varia da uno a due anni.
Il programma si sviluppa lungo un progetto individualizzato messo a punto dopo un periodo di accoglienza di alcune settimane, e l'ospite è seguito per tutto il percorso comunitario da un operatore di riferimento. Viene posta particolare attenzione alla gestione del tempo e del denaro e i pazienti vengono accompagnati verso lo sviluppo o il recupero di sempre maggiori capacità di gestione di situazioni emozionalmente complesse. Oltre al contatto individuale con l'operatore di riferimento, il programma terapeutico può comprendere:
il coinvolgimento nei lavori quotidiani della casa;
la partecipazione a gruppi aperti a tutti i residenti della casa (gruppi organizzativi e gruppi terapeutici);
la partecipazione a gruppi terapeutici tarati sulle esigenze specifiche degli ospiti in un certo periodo (gruppi di accoglienza, gruppi per i ragazzi che seguono attività esterne alla comunità, gruppi di revisione degli obiettivi, gruppi di espressione non-verbale, ecc.);
il coinvolgimento in attività lavorative (caffetteria, manutenzione, ecc.).
Al termine del percorso comunitario il residente può, se il suo progetto lo richiede, entrare in un gruppo più piccolo e più autonomo. Questo passaggio viene valutato con il residente, l'equipe inviante e/o la famiglia, ed in questo piccolo gruppo si lavora essenzialmente sul processo di reinserimento sociale che, naturalmente, prevede anche percorsi scolastici o lavorativi.